Intervista a Federico Massa in arte Iena Cruz
di Sara Calderin Sanchez
Il termine uomo deriva dal vocabolo latino homo, hominis, strettamente legato al termine humus, “terra”, in particolare terra umida, acquosa (da humor o umor), quindi coltivabile. Dunque, già a livello etimologico risulta quasi contraddittorio parlare di natura e uomo in termini opposti, eppure molto spesso i comportamenti umani entrano in contrasto con il benessere della natura. La spiegazione di questo rapporto conflittuale risiede nel fatto che l’uomo considera la natura habitat, fonte di nutrimento, di energia, di armonia e pace, ma anche di pericolo. Questa interazione è cambiata nel corso della storia, infatti, per opera del progresso tecnologico e industriale, l’uomo ha avuto – o ha creduto di avere – il sopravvento e il dominio sulla natura. Si può quindi affermare che l’antropocentrismo unito allo sviluppo tecnologico hanno cercato di assoggettarla e sfruttarla senza scrupoli e senza preoccuparsi delle disastrose conseguenze. Negli ultimi anni, però, si sta facendo sempre più strada la consapevolezza che l’uomo sia parte integrante dell’ecosistema naturale e non padrone di esso. Ma è veramente possibile ristabilire un legame virtuoso con l’ambiente? A questo proposito è interessante conoscere il lavoro di uno street artist italiano, a forte impatto ambientale: Federico Massa, in arte Iena Cruz, artista milanese che dedica la sua opera al tema della sostenibilità ambientale, e in maniera specifica affronta la tematica del cambiamento climatico e dei danni dell’inquinamento sull’ecosistema. Le sue opere, oltre ad avere un forte effetto visivo, hanno una funzione narrativa ed educativa poiché illustrano le crudeltà che la natura deve subire a causa dell’uomo. Il suo intento non è soltanto quello di sensibilizzare e responsabilizzare le coscienze altrui, attraverso i suoi murales si rende attivo nell’ambito ecologico; infatti le opere sono realizzate con una particolare tipologia di vernice eco-friendly, chiamata Airlite, che cattura lo smog. L’Airlite riduce dell’88% la presenza di biossido di azoto nell’aria, eliminando gli agenti inquinanti tramite la luce naturale e artificiale. Questa innovativa tipologia di vernice può essere stesa solo a rullo, il che diventa un limite per l’artista ma, nonostante ciò, Cruz si cimenta nel suo utilizzo con la consapevolezza che il suo sforzo verrà ripagato con un’aria più pulita.
Iena Cruz ha risposto ad alcune domande sul suo impegno artistico ed ambientalista.
Domanda: Come è nato il tuo percorso artistico?
Risposta: Il mio percorso artistico è nato dalla passione per l’espressione creativa, fin dall’infanzia. Crescendo, ho sviluppato un interesse sempre maggiore per l’arte contemporanea e le sue molteplici forme di espressione. La curiosità e la voglia di esplorare nuove vie creative mi hanno guidato lungo questo percorso affascinante.
D – Da dove deriva lo pseudonimo che utilizzi?
R – Lo pseudonimo che ho scelto di adottare ha radici personali e rispecchia la mia identità artistica. Trae ispirazione dal mio background nel mondo dei graffiti e della street art.
D – Che influenza ha avuto la città di Milano sulla tua carriera artistica e cosa ti ha spinto ad andare a New York?
R – Milano ha avuto un impatto significativo sulla mia carriera artistica, offrendomi ispirazione culturale e una vibrante scena artistica. Tuttavia, la decisione di trasferirmi a New York è stata motivata dalla ricerca di nuove opportunità, stimoli creativi e la possibilità di connettermi con una comunità artistica globale.
D – Anthropoceano è una delle tue opere realizzate a Milano, con una speciale vernice in grado di assorbire lo smog. Come nascono il titolo e l’idea di intrecciare l’interesse per l’ambiente al talento artistico, rendendo i materiali utilizzati un alleato per il nostro habitat?
R – Anthropoceano rappresenta la fusione tra l’antropocene, l’era geologica influenzata dalle attività umane, e l’oceano, simbolo della natura. Il titolo riflette la connessione tra l’impatto dell’uomo sull’ambiente marino e in particolare riflette la problematica delle plastiche negli oceani. L’idea di utilizzare materiali eco-friendly è nata dalla consapevolezza del mio ruolo nell’arte e nella responsabilità di promuovere la sostenibilità attraverso il mio lavoro.
D – Pensi di riuscire ad avere un’influenza sulle nuove generazioni di artisti?
R – Spero che il mio percorso e il mio impegno per la sostenibilità ispirino le nuove generazioni di artisti e non solo, a considerare il nostro impatto ambientale e a utilizzare la loro arte come mezzo per promuovere la consapevolezza.
D – Pensi che l’utilizzo di questi materiali innovativi possa espandersi? È possibile, secondo te, che l’arte diventi una delle chiavi da poter utilizzare per contrastare la crisi climatica?
R – Credo fermamente che l’uso di materiali innovativi possa espandersi, poiché sempre più artisti si rendono conto del potenziale della loro arte nel contribuire a risolvere la crisi climatica. L’arte può sicuramente essere una chiave importante per sensibilizzare e spingere al cambiamento.
D – Spesso si considerano uomo e natura elementi contrastanti. Sin dall’alba dei tempi l’uomo concepisce la natura come una nemica da sopraffare. Pensi che in qualche modo questo atteggiamento stia cambiando e che in futuro l’uomo riuscirà a diventare un alleato della natura? L’arte può influire su questo cambiamento?
R – Credo e auspico che, nel tempo, l’umanità possa evolversi in un alleato sempre più sensibile e rispettoso nei confronti della natura, riconoscendo la nostra profonda interconnessione con essa. Riguardo al ruolo dell’arte in questo cambiamento, penso che possa essere una forza potente. L’arte ha la capacità di ispirare, far riflettere e generare consapevolezza. Attraverso espressioni artistiche che celebrano la bellezza della natura o affrontano le sfide ambientali, possiamo contribuire a plasmare una mentalità più armoniosa tra l’uomo e il suo ecosistema.
Da questo esempio, e da molti altri, è possibile notare come la nozione di natura stia cambiando nel corso del tempo: se nell’antichità risultava essere un nemico, un pericolo o qualcosa da cui mettersi in salvo adesso sta iniziando a venire considerata come ecosistema da salvare, di cui fa parte anche l’essere umano. L’uomo però deve tenere a mente che si tratta pur sempre di una forza indipendente e autogestita che reagisce ad ogni azione umana quando scompensa il suo equilibrio. Per questo è importante preservarla e prendersene cura.
